PPWR e flaconi contagocce in vetro: cosa devono sapere i brand di cosmetici, CBD e integratori
Dal 12 agosto 2026, il regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio – regolamento (UE) 2025/40, meglio noto come PPWR – è applicabile. In quanto regolamento, si applica direttamente in tutti gli Stati membri senza bisogno di recepimento nazionale.
Per i brand che confezionano sieri, oli essenziali, oli CBD o integratori alimentari in flaconi contagocce in vetro, il PPWR non è un problema lontano legato al 2030. Alcuni obblighi si applicano già oggi, altri arriveranno nel 2028 e nel 2030. Questo articolo spiega cosa conta per un tipico flacone contagocce – flacone in vetro, ghiera in plastica, tettarella in gomma e pipetta in vetro – e cosa dovreste chiedere fin da ora al vostro fornitore di imballaggi.
Chi è il «fabbricante» secondo il PPWR?
È il primo punto che sorprende molti piccoli brand. Secondo il PPWR, il fabbricante è in genere l’azienda che fa progettare o fabbricare l’imballaggio e lo immette sul mercato con il proprio nome o marchio – in pratica, molto spesso il brand che riempie ed etichetta il flacone, non la vetreria né l’azienda che assembla i contagocce.
Le aziende che forniscono flaconi, contagocce e componenti sono fornitori. Il loro compito è fornire al fabbricante le informazioni tecniche necessarie per dimostrare la conformità. Esiste una deroga limitata per le microimprese che acquistano imballaggi da un fornitore dello stesso Stato membro, ma la maggior parte dei brand dovrebbe presumere che gli obblighi del fabbricante ricadano su di sé.
Se importate prodotti già riempiti da paesi extra UE, anche l’importatore ha degli obblighi. E se vendete nel Regno Unito: la Gran Bretagna non rientra nel PPWR e applica un proprio regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) per gli imballaggi, quindi verificate separatamente i requisiti britannici.
Cosa si applica già dal 12 agosto 2026
1. Dichiarazione di conformità UE e documentazione tecnica
Prima di immettere l’imballaggio sul mercato, il fabbricante deve effettuare una valutazione della conformità, redigere la documentazione tecnica e rilasciare una dichiarazione di conformità UE (DoC) per l’imballaggio. La DoC conferma che l’imballaggio soddisfa i requisiti di sostenibilità del PPWR. La documentazione va conservata per cinque anni per gli imballaggi monouso (dieci anni per quelli riutilizzabili) e aggiornata a ogni modifica dell’imballaggio.
Per un flacone contagocce, «l’imballaggio» è l’unità completa: flacone e sistema di chiusura. Una DoC che copre solo il vetro e ignora ghiera, tettarella e pipetta lascia una lacuna nel vostro fascicolo.
2. Restrizioni sulle sostanze
- Metalli pesanti: la somma delle concentrazioni di piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente negli imballaggi o nei loro componenti non deve superare 100 mg/kg. Questo limite esisteva già con la vecchia direttiva, ma con il PPWR diventa parte del fascicolo di conformità documentato. Per il vetro esiste una deroga specifica quando il limite è superato solo a causa del rottame di vetro riciclato e i metalli non sono stati aggiunti intenzionalmente.
- PFAS negli imballaggi a contatto con alimenti: i limiti di 25 ppb per ogni singola PFAS, 250 ppb per la somma delle PFAS considerate e 50 ppm per il fluoro totale si applicano agli imballaggi a contatto con alimenti – un aspetto rilevante se confezionate integratori alimentari od oli destinati all’ingestione. Per i cosmetici i limiti PFAS del PPWR non si applicano allo stesso modo, anche se resta valida altra normativa sulle sostanze chimiche.
3. Identificazione e tracciabilità
L’imballaggio deve riportare informazioni che ne consentano l’identificazione (ad esempio tipo, numero di lotto o di serie), e nome, marchio e indirizzo postale del fabbricante devono figurare sull’imballaggio o, se ciò non è possibile, in un documento di accompagnamento. Su un flacone da 10 ml lo spazio è ridotto, quindi progettate etichetta e astuccio esterno di conseguenza.
4. Registrazione dei produttori (EPR)
L’azienda che per prima mette a disposizione sul mercato prodotti imballati in uno Stato membro deve essere iscritta nel registro dei produttori di quel paese e aderire al sistema EPR nazionale. Se spedite direttamente a clienti in più paesi UE, verificate i requisiti di registrazione in ciascuno di essi.
Cosa arriverà dopo: 2028 e 2030
| Data | Obbligo | Cosa significa per i contagocce |
|---|---|---|
| Da agosto 2028 (tramite atti di esecuzione) | Etichettatura armonizzata della composizione dei materiali e pittogrammi per la raccolta differenziata | Prevedete modifiche grafiche a etichette e cartoni. |
| 1° gennaio 2030 | Criteri di progettazione per il riciclaggio; ammesse solo le classi di prestazione di riciclabilità A, B o C | La separabilità delle parti in vetro, plastica e gomma diventa una questione di progettazione. |
| 1° gennaio 2030 | Riduzione al minimo dell’imballaggio (peso e volume) | Imballaggi esterni sovradimensionati e spazio vuoto eccessivo devono essere giustificati. |
| 1° gennaio 2038 | Ammesse solo le classi A e B | Pressione a lungo termine verso soluzioni monomateriale o facilmente separabili. |
I criteri dettagliati di riciclabilità per ciascuna categoria di imballaggio sono ancora in fase di definizione tramite atti delegati, quindi la classe esatta di un determinato modello di contagocce non è ancora stabilita. La direzione però è chiara: saranno favoriti i componenti che i consumatori possono separare facilmente e i materiali che le filiere di riciclaggio esistenti sono in grado di trattare.
Perché i contagocce in vetro sono in una posizione relativamente favorevole
Il vetro è inerte, ampiamente raccolto e riciclato a circuito chiuso in tutta Europa. Gli obiettivi obbligatori di contenuto riciclato del PPWR si applicano agli imballaggi in plastica e non al vetro. I flaconi in vetro sodico-calcico ambrato e trasparente con collo standard DIN18 (GL18) sono un formato familiare e ben conosciuto per i riciclatori.
I punti deboli sono le piccole parti: la ghiera in plastica, la tettarella in gomma (NBR, silicone o TPE) e la pipetta in vetro all’interno. Conteranno nelle valutazioni di progettazione per il riciclaggio dal 2030. Un contagocce DIN18 a vite, che il consumatore può rimuovere completamente dal flacone, è più facile da separare rispetto a una soluzione aggraffata o incollata in modo permanente.
Checklist pratica per i brand
- Mappate le vostre unità di imballaggio. Elencate ogni combinazione di formato del flacone, colore e chiusura che immettete sul mercato (ad esempio: flacone ambrato da 30 ml + ghiera nera + tettarella in NBR + pipetta in vetro).
- Richiedete al fornitore le informazioni su ogni componente. Chiedete la composizione dei materiali e una dichiarazione sul limite di 100 mg/kg per i metalli pesanti relativa a flacone, ghiera, tettarella e pipetta. Per gli integratori alimentari chiedete anche informazioni su PFAS e idoneità al contatto con alimenti.
- Preparate la DoC e il fascicolo tecnico. Collegate le dichiarazioni dei fornitori a ciascuna unità di imballaggio e conservatele per almeno cinque anni.
- Controllate le etichette. Assicuratevi che i dati identificativi e quelli del fabbricante siano riportati sull’imballaggio o nei documenti di accompagnamento.
- Verificate la registrazione EPR in ogni paese in cui vendete.
- Pianificate in vista del 2030. In caso di riprogettazione, privilegiate componenti separabili ed evitate imballaggi secondari superflui.
Lavorare con un fornitore dai processi documentati aiuta. Packaging.si assembla contagocce nell’UE con un sistema di gestione della qualità ISO 9001:2015, quindi la tracciabilità dei lotti e le specifiche dei componenti fanno parte della normale produzione, non sono un ripiego dell’ultimo momento.
Domande frequenti
Il PPWR vieta i flaconi contagocce in vetro?
No. I flaconi contagocce in vetro restano pienamente ammessi. Il PPWR stabilisce requisiti su documentazione, sostanze, etichettatura e – dal 2030 – riciclabilità e riduzione al minimo, ma non vieta il formato.
Posso ancora vendere le scorte acquistate prima del 12 agosto 2026?
Gli imballaggi immessi sul mercato prima di tale data possono in genere continuare a essere venduti, ma non esiste un periodo di tolleranza generalizzato per le nuove immissioni. Le autorità nazionali possono interpretare diversamente lo smaltimento delle scorte, quindi verificate con l’autorità del vostro mercato.
I limiti PFAS si applicano ai sieri cosmetici in flaconi contagocce?
I limiti PFAS del PPWR riguardano gli imballaggi a contatto con alimenti. Sono rilevanti per integratori alimentari e oli destinati all’ingestione, ma non, ai sensi del PPWR stesso, per i prodotti cosmetici. Possono comunque applicarsi altre norme UE sulle sostanze chimiche.
Il Regno Unito rientra nel PPWR?
La Gran Bretagna non vi rientra. Ha un proprio sistema EPR per gli imballaggi, quindi i prodotti destinati al Regno Unito vanno verificati rispetto alle norme britanniche.
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Questo articolo ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Verificate sempre il testo vigente del regolamento (UE) 2025/40 e le indicazioni della vostra autorità nazionale.
